La tomba di Nefertari ricostruita per la prima volta: anteprima italiana, ecco com’era

La tomba di Nefertari ricostruita per la prima volta: anteprima italiana, ecco com’era

Firenze si conferma ancora una volta crocevia internazionale della cultura e dell’arte con un evento che segna un importante traguardo nel campo dell’archeologia e del turismo culturale. Al Palazzo dei Congressi, in occasione di Tourisma 2025, il Salone dedicato all’archeologia e al turismo culturale che si è svolto fino al 23 febbraio, è stata presentata in anteprima mondiale la ricostruzione della tomba di Nefertari, la leggendaria Grande Sposa Reale dell’Egitto antico.

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La tomba di Nefertari ricostruita per la prima volta: anteprima italiana, ecco com’era – viagginews.com

La tomba di Nefertari, situata nella Valle delle Regine a Luxor e nota come QV 66, è uno dei più straordinari monumenti lasciati dall’antica civiltà egizia. Tuttavia, il tempo ha eroso le sue meraviglie: danneggiamenti e prolungate chiusure hanno minacciato la conservazione di questo patrimonio storico. Da questa urgenza nasce il Progetto Nefertari QV66: una meticolosa opera di ricostruzione digitale che permette ora ai visitatori di immergersi completamente nelle atmosfere sacre che un tempo permeavano questo luogo di eterno riposo.

Il mito affascinante di Nefertari

Il cuore pulsante dell’esposizione è il Primo Annesso Laterale della tomba, riprodotto in scala 1:1. Questo spazio ospita la celebre “Sala delle Sette Vacche Sacre, del Toro e dei Quattro Timoni Celesti”, dove Nefertari appare al cospetto delle divinità egizie. La curatela scientifica del progetto è stata affidata alle egittologhe Donatella Avanzo e Silvana Cincotti che hanno lavorato incessantemente per garantire l’autenticità storica ed artistica della ricostruzione.

Ma l’esperienza non si ferma alla sola vista; grazie alla collaborazione con Meo Fusciuni, noto ‘naso’ profumiere italiano, i visitatori possono anche intraprendere un viaggio olfattivo senza precedenti. Fusciuni ha infatti ricreato le antiche fragranze che avrebbero pervaso l’aria della Valle del Nilo durante l’epoca di Nefertari. Questo percorso olfattivo aggiunge una dimensione sensoriale intensamente evocativa alla visita, permettendo agli ospiti non solo di vedere ma anche di “sentire” l’antico Egitto.

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Il mito affascinante di Nefertari  – foto Ansa – viagginews.com

L’iniziativa rappresenta un significativo passo avanti nella preservazione digitale dei siti archeologici minacciati dal deterioramento fisico o da altri fattori ambientali ed umani. Il Progetto Nefertari QV66 dimostra come le tecnologie moderne possano essere impiegate per salvaguardare il nostro patrimonio culturale globale consentendone allo stesso tempo una fruizione innovativa ed inclusiva.

Tourisma 2025 offre quindi ai suoi visitatori un’occasione unica: quella di calarsi completamente nelle vestigia dell’Egitto antico attraversando i confini temporali grazie alle più avanzate tecniche digitali e sensoriali disponibili oggi nel campo dell’archeologia virtuale.

L’esposizione della tomba ricostruita (e profumata) della regina Nefertari a Firenze segna così non solo un momento importante nello studio dell’Egitto antico ma apre anche nuove frontiere nell’esplorazione del nostro passato comune – rendendo viva la storia attraverso gli odori perduti nel tempo e lo splendore visivo delle antiche tombe faraoniche.

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